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Sì alla famiglia, la vera priorità sociale
Il FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI ha organizzato, come contributo al dibattito sul riconoscimento legale delle unioni di fatto, un convegno presso l'Auditorium ENAIP a PASIAN DI PRATO (UD) in via Leonardo da Vinci 27
SABATO 3 MARZO 2007 alle ore 10.00
- ore 10.00 Saluto del Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Friuli Venezia Giulia, comm. Franco Trevisan
- La famiglia soggetto sociale primario, prof. Bruno Tellia, Sociologo dell'Università degli Studi di Udine
- Aspetti giuridici e costituzionali per un sì alla famiglia: famiglia e pacs un'impossibile equiparazione, prof. Giovanni Giacobbe Presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari; Preside della Facoltà di Giurisprudenza della LUMSA; membro del Consiglio centrale dell'Unione dei Giuristi Cattolici Italiani
- Politica e famiglia: riconoscere e sostenere l'identità della famiglia, dott. Pino Morandini, Magistrato VicePresidente Movimento per la Vita italiano
- ore 11.45 Dibattito e conclusioni
L’acceso dibattito iniziato da alcuni mesi sul riconoscimento legale delle unioni di fatto, i ripetuti appelli di Benedetto XVI e dei Vescovi italiani in difesa dell’identità irriducibile della famiglia, l’impegno del Forum nazionale in questo senso, hanno quasi naturalmente motivato il Forum delle Associazioni Familiari del F.V.G ad organizzare questo convegno.
Continua così un impegno per la centralità della famiglia, nella società e nella politica, che ha caratterizzato tutto il lavoro e le iniziative del Forum (basta ricordare la raccolta delle 15.000 cartoline-firma in difesa dell’art. 29 della Costituzione). Quando il Convegno era già stato organizzato, il Governo ha presentato un disegno di legge da portare in Parlamento in cui il riconoscimento delle unioni di fatto prende il nome di DiCO anziché PACS. Le recentissime dimissioni dell’Esecutivo avranno certo come conseguenza il fatto che per un po’ si lascerà cadere la proposta. Ma nulla cambia nel dibattito che si sta svolgendo nella società civile e sicuramente continuerà proprio perché l’incertezza politica aggrava nella gente il senso di confusione. Perciò il Convegno del Forum appare ancora più attuale e necessario; necessario perché è caratterizzato da una sottolineatura della priorità sociale che la politica dovrebbe aver presente in tutti i suoi interventi a prescindere del riconoscimento delle unioni di fatto. La famiglia è il contesto relazionale insostituibile per soddisfare i bisogni naturali della persona, per promuovere l’identità familiare e sociale dell’individuo; in questo la società gioca la sua stessa sopravvivenza, nel passaggio di generazione in generazione.
Con il matrimonio la scelta della coppia diventa pubblica e riceve la protezione del diritto, così la società civile celebra la nascita di un suo nuovo soggetto sociale che assume i diritti e i doveri inerenti, in reciprocità interna e nei rapporti esterni. Esso rappresenta una pubblica assunzione di responsabilità da parte dei coniugi verso la società soprattutto in ordine alla generazione ed alla educazione dei figli. Riconoscere la soggettività sociale della famiglia fondata sul matrimonio e le sue insostituibili funzioni di bene comune significa mettere in atto delle politiche di promozione della formazione di questo soggetto. L’ipotesi di una famiglia non fondata sul matrimonio ma su accordi leggeri, costituisce un oggettivo attacco alla rilevanza sociale del patto coniugale, alla sua capacità di assunzione di responsabilità verso il bene comune e verso la società nel suo complesso.






