Politica: costruzione del bene comune o raccolta del consenso?

Più volte in questo sito abbiamo ripreso le notizie riguardanti la manovra regionale che mira a mettere in difficoltà le scuole libere. A questo proposito è sconcertante l'articolo scritto da Loris Del Frate sul Gazzettino del 10 Marzo 2007.

L'articolo riporta la notizia secondo cui con una improvvisa correzione di rotta la Giunta Regionale avrebbe deciso di rideterminare i criteri ISE in maniera da raggiungere, come esito finale, l'erogazione del bonus scuola allo stesso numero di persone di quanti ne usufruivano in passato. E fin qui, se la cosa effettivamente andasse in porto, nulla da ridire.

Ciò che lascia profondamente perplessi piuttosto è il ragionamento che il giornalista fa sulle motivazioni di simile provvedimento. Dopo una serie di convegni che hanno spiegato le ragioni del bonus scolastico e l'importanza della libertà di educazione, un cambio di rotta sarebbe intelligente e apprezzabile qualora venisse motivato con il riconoscimento del valore dell'esperienza scolastica non statale e dei diritti di genitori e studenti. Quali sono invece le motivazioni che l'articolo riporta?

Neppure il tempo che la protesta si allargasse a macchia d'occhio che la giunta regionale ci ha messo subito una pezza. Del resto sul bonus per gli studenti che frequentano le scuole cattoliche c'è poco da scherzare e il rischio, molto concreto, era che le nuove norme introdotte dall'assessore Roberto Antonaz (la determinazione del reddito per accedere ai contributi con il modello Ise, indicatore situazione economica) aprissero una falla difficilmente gestibile. E così ieri mattina in giunta regionale l'asse Moretton - Sonego in piena sintonia con il presidente Riccardo Illy ha spento un incendio che poteva raggiungere dimensioni notevoli, soprattutto a poco più di un anno dal prossimo rinnovo elettorale. [...] Con questo provvedimento, dunque, dovrebbero cessare tutte le polemiche che si erano innescate in questo periodo e che avevano portato, nei giorni scorsi ad una infuocata riunione organizzata dall'Agesc provinciale. Non solo. La mossa portata ieri in giunta regionale ha anche messo a tacere l'opposizione di centrodestra che si stava organizzando per rinfocolare quella che stava per diventare una accesa e pericolosa polemica. Del resto i numeri degli studenti che frequentano le scuole cattoliche sono una dimostrazione di cosa c'è dietro. Il solo "gruppo" Don Bosco può contare su circa 4 mila iscritti dei quali oltre mille e 100 frequentano l'istituto cittadino.

In altre parole, si da per scontato che il problema politico sia unicamente quello di non perdere consenso, arginare le proteste e così via, in vista delle elezioni regionali del 2008. I difensori di Illy, Moretton e Sonego diranno che queste sono illazioni di Del Frate. Può darsi. Certo è che nessuno dei politici cui sono stati attribuite queste motivazioni ha scritto lettere di protesta o smentito il Gazzettino. Comunque sono ragionamenti che ormai fanno parte del sentire comune, tant'è che nessuno ci fa caso. Ecco, francamente sarò un illuso, capisco l'impellenza delle elezioni, capisco tutto. Ma continuo ad essere convinto che la motivazione che spinge un politico dovrebbe essere quella della costruzione del bene comune e non la raccolta del consenso a tutti i costi. Si dedicasse più tempo a prendere sul serio il proprio ideale ed a confrontarlo con la vita concreta della gente, e meno a correre dietro ai sondaggi... eh, ma se andassero a fondo dei loro ideali, cosa terrebbe insieme Moretton, Illy e Sonego?!

Seconda considerazione: cari amici cattolici, care famiglie, gente che lavora seriamente e non cerca piaceri dalla politica... è tutto inutile. Potete avere tutte le ragioni di questo mondo ma se non alzate la voce nessuno vi ascolterà. Credete forse che qualcuno oggi parlerebbe di DICO e di gay se delle piccolissime lobby molto ideologizzate non gridassero a squarciagola con tutti i mezzi in ogni occasione utile? Lo so, andare in piazza, fare chiasso va contro il nostro modo di essere. Ma il giorno in cui migliaia di rappresentanti di famiglie numerose si dovessero ammanettare in tutte le piazze d'Italia forse otterrebbero una piccola parte della considerazione oggi riservata ad altre categorie. Il giorno in cui tutti i genitori cattolici ritirassero i figli dalla scuola statale, reclamando la reale possibilità di una libertà di educazione che non richieda di pagare due volte l'istruzione dei propri figli (una volta - con le imposte - la scuola statale che non si desidera utilizzare e una volta con le rette quella della scuola liberamente scelta) forse si tornerebbe a parlare seriamente anche di questo.

Dico un'eresia: forse occorrerebbe aggiungere del testosterone all'acqua santa all'ingresso delle chiese...


va bene in piazza, però...

Sono stato uno tra quelli che, con realismo, ha raccomandato agli operatori della scuola libera di cercare di fare di tutto per cambiare i parametri senza radicalizzare lo scontro scendendo in piazza. La posta era ed è alta e volevo stanare i consiglieri ed assessori cattolici del centrosinistra (a Tolmezzo avevo raccomandato di sentire Martini e Marsilio, evidentemente a Pordenone hanno sentito Moretton, le cui dichiarazioni comunque nell'articolo che citi sono chiare, per cui non credo che il vicepresidente abbia bisogno di replicare alle illazioni di Del Frate). Avevo consigliato al direttore di ricacciare a calci in .. tali soggetti se si fossero presentati in cortile la primavera prossima senza aver fatto niente per cercare di cambiare. In questi casi, ritengo, ferma restando la mia valutazione complessivamente negativa dell'operato della Giunta regionale, la priorità era ed è salvare il bonus, perché la posta in gioco era davvero la chiusura di scuole paritarie piccole, come quella di Tolmezzo, che tuttavia garantisce un notevole servizio "culturale" e la libertà di scelta ai genitori. La sua chiusura avrebbe avuto una ripercussione negativa cha a Pordenone, Udine e Trieste non si immaginano. Francamente, se l'hanno fatto per opportunità elettorale, la cosa non mi scandalizza più di tanto: credi che i nostri ex socialisti di Forza Italia (che conosco personalmente come figli spirituali di Loris Fortuna...) difenderebbero tanto la vita e la famiglia se non fosse per disciplina di coalizione o per convenienza politica? Mi sorprende un po' che ci siano Moretton, Sonego ed Illy tra i protagonisti e non agli assessori udinesi e carnico... Sulle linee generali, sia a livello nazionale che regionale, concordo comunque che si dovrebbe organizzare un family pride (a Tolmezzo forse faremo una fiaccolata in aprile, te ne parlerà Mauro Biscosi). In modo da aiutare anche molti nostri fratelli (anche alcuni nostri parlamentari regionali cattolici sostenitori del ddl sui Dico, vedi Pertoldi o Strizzolo) a caomprendere quali sono le vere priorità. Andrea Ghidina - cooperatore salesiano

Credo che quanto è stato

Credo che quanto è stato fatto nella nostra regione in difesa del bonus sia un ottimo esempio di manovra intelligente, condivisa da più soggetti e fatta su più fronti. Non mi scandalizzo del fatto che il motivo elettorale sia una molla potente, e nemmeno mi illudo sulla reale posizione dei laici del centrodestra, mi dispiace però che nessuno dei politici citati abbia avvertito l'esigenza di andare oltre al calcolo elettorale.

Speriamo solo che la correzione di rotta annunciata sia reale. Le dichiarazioni sulla stampa sono abbastanza facili da fare, ora vedremo se i fatti saranno all'altezza.


Pienamente d'accordo

Solo per dirti che sono pienamente d'accordo. Ottima l'interrogazione di Camber, a proposito. Andrea Ghidina - cooperatore salesiano