Per il bene della mia famiglia devo divorziare !

Qualcuno di voi si ricorderà del famoso romanzo di G.K. Chesterton “Le avventure di un uomo vivo”. Racconta di un uomo che riscopre l'eccezionalità delle cose scontate e ordinarie ricorrendo a mezzi estremi pur di riconsiderarle da un punto di vista nuovo. Ecco che, ad esempio, una donna ritenuta dagli spettatori nubile e di irreprensibili costumi cede al focosissimo corteggiamento di questo “uomo vivo” e scappa con lui, con enorme scandalo: solo in un secondo momento i presenti scoprono di essere stati tratti in inganno da una rappresentazione costruita ad arte, e che la fuggiasca altri non era se non la legittima consorte di Innocenzo Smith.

Ecco, quando dico che per il bene della mia famiglia sarebbe bene divorziare, non lo dico proponendomi di emulare in qualche modo le romantiche gesta del personaggio di Chesterton, anche se indubbiamente mi piacerebbe avere lo sguardo semplice, la libertà di azione e la fantasia che lo caratterizzano.

No, dico sul serio. Mi ha convinto un caro amico chirurgo, in pensione da circa un anno, che periodicamente si reca a lavorare come volontario in un ospedale in Uganda. Ha fatto il seguente ragionamento, e non fa una piega. Per il bene della mia famiglia devo chiedere il divorzio. Facciamo una semplice considerazione: come medico ospedaliero ho un reddito lordo oggi ritenuto “da ricco”, mia moglie ha un reddito da insegnante, e abbiamo cinque figli a carico. Tutto il mio reddito va per mantenere la famiglia, non abbiamo diritto agli assegni familiari e pago le tasse della aliquota più alta.

Se domani divorziassi il giudice mi condannerebbe a versare i famosi “alimenti” a figli e coniuge. Pesantissimi alimenti. Col risultato pratico che il mio reddito ai fini fiscali calerebbe drasticamente e pagherei moltissime tasse di meno. I soldi percepiti dai figli non sarebbero tassabili, quelli percepiti dalla moglie verrebbero a sommarsi ad un reddito modesto, quindi verrebbero tassati sempre ad una aliquota inferiore a quella che io pago oggi. Inoltre, licenziandosi lei ridurrebbe ulteriormente il suo reddito pagando molte tasse in meno; l'eventuale minimo mancato guadagno (teniamo conto che stare fuori casa lavorando ha i suoi costi) verrebbe più che ricompensato dall'acquisito diritto agli assegni familiari.

Insomma, divorziando potremmo continuare a gestire la famiglia esattamente come oggi (Mica esiste una legge che proibisce ai divorziati di convivere e di gestire di comune accordo la famiglia! E il matrimonio - religioso - è indissolubile!), potremmo risparmiare molte migliaia di euro all'anno di tasse ed ottenere il massimo degli assegni familiari.

Resta un unico problema: divorziare oggi è troppo difficile. Si impone quindi una azione in massa per chiedere una legge che faciliti al massimo il divorzio, cosa che verrebbe subito concessa. I giovani sapranno fare i loro calcoli, in base ai redditi e alla situazione personale: a qualcuno converrà convivere e pagare gli alimenti soltanto dei figli naturali riconosciuti. Qualcuno invece avrà convenienza a sposarsi anche civilmente per poter subito divorziare e dare anche alla moglie il diritto agli alimenti. Una cosa sola è certa: a nessuno converrà il matrimonio non seguito da divorzio.

Bisognerebbe veramente presentare nei tribunali italiani milioni di richieste di divorzio: forse allora qualcuno si renderebbe conto della assurdità di questa cosa. Da qualche parte nella Costituzione non sta scritto che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”?

Mi sembra proprio che qualcosa nell'attuale regime di tassazione della famiglia sia anticostituzionale ...


Non serve...

Dr. Alzetta per mettere in pratica quello che ha scritto è sufficente una separazione consensuale: peraltro anche semplice e veloce. E' sufficente avere, e penso che a lei non manchi, qualche aggancio in segreteria del tribunale, che magicamente comparità lo stampato, per separazione/divorzio, da compilarsi e presentare in segreteria insieme ad una tassa che presumo sia 75 euro, il tutto senza l'ausilio di nessun avvocato, che ben si sa, le appiopperebbe una bella parcella salata. Una volta fatto questo, a breve, le verrà mandata comunicazione per la convocazione delle parti in causa: Una volta davanti al Giudice si deciderà l'affidamento, il mantenimento e altri obblighi del caso. In questo modo vengono comunque mantenuti obblighi e doveri, cambia solo l'aspetto fiscale. Il tutto in modo efficente pulito e veloce. -- Chico