Internet e democrazia

Internet e la Democrazia si ha la sensazione, visitando internet, di vivere in un paese in cui ognuno può dire ciò che gli pare e scambiare apertamente le proprie opinioni anche con chi la pensa diversamente senza che, espressioni del viso o atteggiamenti minacciosi ci facciano sentire in pericolo per cui esiste una libertà di opinione, anche di un’opinione idiota, praticamente assoluta. Tutto ciò purtroppo ha poco a che fare con la realtà delle cose nel Nostro paese (inteso come nazione) in questo momento. La minaccia alla libertà d’opinione al momento non esiste, la possibilità che le varie opinioni che vengono espresse si traducano in azioni concrete neppure e questo vanifica tutto il proprio parlare e pensare. In italia i rappresentanti del Popolo si riempiono la bocca di frasi come “la democrazia è in pericolo in italia” oppure “la libertà di stampa è ipotecata” oppure “la libertà di espressione delle persone non è salvaguardata” ma, come sempre, mentono, peccano di ipocrisia perché tutte queste cose in italia non è che sono a rischio, semplicemente non esistono quindi non rischiano proprio niente, l’italia non è più un paese libero, qui da noi ( in italia), se qualcuno dei figli di buona donna che sta li a curiosare cosa si dice e si fa su internet leggesse queste dichiarazioni potrebbe gia ritenerle un motivo sufficiente per bollarmi come anarchico insurrezionalista e tenermi sotto controllo, ammesso che non lo sia già, al telefono non si possono dir altro che cretinate per paura di essere intercettati, non si è più liberi neppure di possedere un cane senza sentirsi continuamente braccati dalla polizia o dalle persone adiacenti a noi, la propaganda europeista e salutista ci impedisce di mangiare ciò che vogliamo, di parlare la lingua che vogliamo, di fumare, di vivere esenti da tecnologia senza sentirci emarginati o almeno “strani”, se superi un limite di velocità sei sottoposto ad un processo tu e anche chi ti ha imprestato la macchina, per andare in aereo devi farti perquisire, se ti fai uno spinello finisci in prigione e presto farai la stessa fine anche se ti ubriachi. Questa non è una Democrazia, questo è un regime bello e buono; non ha i caratteri violenti dei regimi patentati dalla comunità internazionale ma dire che è un paese libero è dire una falsità. In Cile, a proposito di attualità, ne sono “scomparsi” ventottomila e morti più di tremila perché da un giorno all’altro le cose che si sapeva che pensavano un disgraziato assassino ha detto che potevano essere pericolose. In italia il terreno per quel disgraziato assassino è già pronto e coltivato e ci è già stato deposto anche il seme dell’odio, basta che spunti il contadino disposto a coltivarlo. Forse a questo punto ne sentiamo anche un po il bisogno, ci sentiamo talmente impotenti da considerarlo l’unica soluzione per liberarci da quella pletora di parassiti che ogni giorno ci tengono a lavorare per sei sette ore solo per mantenere il Loro tenore di vita e le rimanenti tre o quattro ore per dar di che vivere dignitosamente alle nostre famiglie. Questi sono i difensori del popolo, il governo del proletariato (ma non ne è fuori neanche Berlusconi) che si fa in quattro per salvare la vita a quei poveracci dei piloti dell’Alitalia, per dare un posto sicuro a 140.000 oppressi di insegnanti statali o altrettanti miseri dipendenti pubblici e che si spacca per garantire i diritti delle copie omosessuali facendo una degna politica della famiglia, degna del regime in cui viviamo, in cui i quattro cani che tutti i giorni devono salire sulle impalcature, stare a controllare un tornio, pulire il sedere a chi veramente non ce la fa, stare con i piedi nel letame devono pagare tutti i privilegi dei vari parlamentari, pagare mutui perché Montereale non può restare senza un museo dell’energia, senza un museo dell’arte casearia e non dimentichiamo che quando quei soldi servivano per salvare una latteria e non uno spocchioso museo dell’arte casearia non si è mai fatto avanti nessuno. Questo dice tutto sulla considerazione che c’è in italia per certi lavori. Ora basta perché mi sto trasformando in bestia e non posso, perché ho paura, dire cosa penso delle varie amministrazioni e alleanze di amministrazione che si sono succedute a Montereale da Nevio in poi. Martedì 12 dicembre 2006