In difesa della 194?!

All'ospedale di Careggi il piccolo Tommaso è sopravvissuto ad un aborto tardivo (non uso volutamente la parola terapeutico, troppo ambigua), non è stato assistito per venti minuti dopo la nascita, ed è sopravvissuto sei giorni.

Già mi vedo la scena. Una scena del tutto immaginaria, ma del tutto verosimile. L'esserino abbandonato su un carrello, probabimente avvolto da un telino; i medici si sono accorti che non c'è nessuna malformazione, ma poi si sono frettolosamente allontanati o comunque mantengono le distanze e parlano di altro, intanto le infermiere iniziano a pulire, a mettere via le attrezzature... ogni tanto dal fagottino sul carrello si percepisce un piccolo movimento, il respiro che va e viene, forse addirittura un flebile vagito; ma non è morto ancora? Una infermiera fissa lo sguardo, poi alza un lembo e da un'occhiatina, si guarda intorno, ma tutti fanno ostentatamente finta di non vedere. Anche lei non ha il coraggio di dire nulla, torna ad occuparsi delle sue cose. Ma i segni di vita tornano a manifestarsi. Finalmente qualcuno ha il coraggio di rompere la congiura del silenzio:"Dottore, guardi che è ancora vivo". Il dottore bestemmia silenziosamente, non poteva stare zitta quella lì? Certo, ora che l'aveva detto lui non può più far finta di nulla. Si avvicina. "Ma no, ma cosa vuoi, sta morendo". Restano tutti li, come impietriti, guardando... guardando chi o che cosa?! Ma l'esserino continua a respirare affannosamente. "Cosa faccio adesso!" impreca tra sè il medico "mi tocca chiamare i rianimatori!". Controvoglia alla fine li chiama. Nuovi volti, mani, strumenti arrivano e portano via il piccolo. E nella sala tra il personale che finisce di riordinare regna un oscuro disagio.

Scena più che verosimile, dicevo. Ora, capisco che ci possano essere dei professionisti che in buona fede siano convinti che l'aborto sia giustificabile. Ma di fronte alla realtà di una scena così quel professionista - che magari inorridirebbe nel vedere dei bambini tirare dei sassi ad un cane - come fa a restare impassibile? Quali incubi notturni, quali ansie e depressioni possono nascere da uno, cinque, dieci, cento momenti di questo genere? Resto sbigottito. Il male di una situazione del genere colpisce innanzitutto in prima persona il bambino messo a morte, ma coinvolge anche madre, padre ... e medici e infermieri. C'è forse da stupirsi che la percentuale di medici obiettori sia così alta? L'ideologia può giustificare tutto, ma alla fine la realtà è testarda.

All'ospedale San Camillo a Roma chi si sottopone ad aborto tardivo firma un "consenso informato" con cui chiede di non rianimare il neonato, se sopravvive all'aborto. Così il medico di fronte a una scena come quella descritta si può giustificare:"Non lo posso rianimare! Devo rispettare la volontà della madre!" Non fa orrore tutto ciò?

La legge 194/78 sull'aborto nell'art. 7 prevede che dopo i primi novanta giorni di gravidanza:

  • "Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto."
  • Art.6, a) "L'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, puo' essere praticata: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna".

Cioè, se la gravidanza è in fase avanzata, tanto da far ipotizzare la possibilità che il feto nasca vivo, la madre può abortire solo se è in pericolo di vita, e bisogna far di tutto per salvare il neonato: la 194 cerca di limitare al massimo gli aborti tardivi.

I fatti del Careggi e del San Camillo, così come riferiti dai media, sembrano evidenti violazioni di questa legge, che tutti a parole dicono di non voler toccare, ma che poi molti disattendono. Cosa sta realmente succedendo negli ospedali italiani dove si praticano aborti tardivi? Quanti sono i feti espulsi vivi, quanti ne sopravvivono, viene realmente fatto di tutto per salvarli?

Ci sono violazioni alla legge 194 (e al codice penale)? La legge deve essere rispettata in tutte le sue parti! Cosa ci tocca difendere!

Per approfondimenti leggete l'editoriale di Avvenire: Cosa ci tocca difendere.