Dopo la strage di Porzus ...
Il testo completo del proclama diffuso nella bassa friulana dai partigiani della brigata Osvobo-dilna nel 1945 dopo i fatti di Porzus. Tra le vittime a Porzus vi fu il fratello di Pier Paolo Pasolini. I mandanti ed esecutori della strage in molti casi ottennero nei decenni successivi dal governo italiano pensioni ed onorificenze, per non parlare dell'amnistia.
Il vizio di elevare agli onori o ad incarichi di responsabilità persone che si sono macchiate di sangue per motivi ideologici e non hanno mai praticato una seria, convinta e pubblica condanna di ciò che hanno fatto persiste tuttora. D'Elia, ex terrorista di Prima Linea (ora segretario alla Presidenza della Camera) nella lettera scritta alla Camera il 3 Giugno 2006 cerca di giustificare il proprio passato e di minimizzare le sue colpe. Non si percepisce ripugnanza e condanna per il proprio passato.
In ogni caso, riproduciamo questo documento affinché non si perda la memoria di questi scomodi avvenimenti, che molti vorrebbero dimenticare.
Alle Popolazioni del Basso Friuli
Io Usicate Milan Commissario Politico della Brigata Rossa Osvobo-dilna con giurisdizione su tutto il territorio del Friuli basso, per virtù delle autorità conferitemi dal Comandante in Capo delle Forze di liberazione, Maresciallo Tito, ammonisco la popolazione friulana.
La Brigata Osoppo è stata sciolta per ordine del Maresciallo Tito perché i suoi capi non professavano i nostri comuni ideali di liberazione del proletariato e seguivano scopi e metodi che sotto la maschera di un ideale comune non erano altro che un tentativo di procurarsi benemerenze da vantarsi al tavolo della pace e della vittoria.
La vittoria per la quale noi da anni e non da mesi combattiamo deve essere unica.
La vittoria per la quale noi abbiamo versato il nostro migliore sangue comunista, deve essere indivisibile.
Noi non dobbiamo e non possiamo accettare compromessi di natura democratica.
POPOLAZIONI DEL FRIULI BASSO!
I resti di quella che era la Brigata Osoppo che si è lasciata annientare dal tiranno nazi-fascista pur di non cercare aiuto in una quanto mai opportuna fusione con le forze di liberazione comuniste del Generale Tito, sono ormai senza Capi.
Essi non sono più combattenti per la libertà ma falliti politici che si sostengono solo sull'equivoco di quello che sono stati fino a ieri.
Essi non sono più partigiani!
Perché non hanno voluto sottostare agli ordini del Maresciallo Tito, comandante in capo delle forze di liberazione sono stati abbandonati alla loro sorte e sono stati logicamente sconfitti.
I superstiti che ancora vagano per le campagne non sono autorizzati da nessuna autorità competente.
Coloro che non dimostrino di essere regolarmente inquadrati nelle Osvobo-dilne Brigate non devono ricevere nessun aiuto dalla popolazione.
La popolazione che lo farà imparerà a conoscere la potenza di Tito; noi non possiamo permettere che quattro avventurieri sporchino il nostro onore partigiano.
Si sono verificati recentemente casi di assassini per motivi non politici ma personali, dopodiché le vittime sono state spogliate del denaro che avevano addosso.
Questi non sono metodi partigiani.
POPOLAZIONI DEL FRIULI BASSO!
La grande, madre, la Russia sovietica, vi apre le braccia.
Noi sloveni abbiamo già trovato il nostro posto nell'ideale di Stalin.
Orientatevi fin d'ora verso di noi.
La Russia è la più grande potenza militare del mondo.
I suoi alleati diventano forti come essa.
Noi saremo presto tra voi prima di chiunque altro.
Evviva il Comunismo Integrale!
Abbasso i preti e la borghesia sfruttatrice!
Viva Lenin! Viva Stalin!
f.to U.M. POLTROSVBD. FRONT






