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"Dico": nasce di nascosto la "famiglia" Gay
Ecco il parere che sui famigerati "Dico" mi ha fornito un avvocato amico: Domenico Menorello, consigliere comunale a Padova (dove su questi temi han dovuto dibattere ampiamente).
Nella cultura occidentale, la famiglia dovrebbe distinguersi da qualsiasi altro rapporto come vincolo fra due persone aperto alla procreazione di figli, tendenzialmente stabile e che implica l'assunzione di responsabilità strutturali verso il coniuge e i figli stessi. Dall'8 febbraio in Italia si chiama ``famiglia'' anche un rapporto radicalmente diverso. Ecco perché.
- L'art. 1, comma 2, del DDL 8.2.2007, c.d. "DICO", affida la "prova" della "convivenza" anche omosessuale "per reciproci vincoli affettivi" alle risultanze anagrafiche, richiamando, sibillinamente, gli artt. 4, 13, comma 1 lett b), 21 e 33 del DPR n. 223/1989.
L'effetto finale è tanto semplice, quanto clamoroso: una coppia di fatto anche omosessuale viene addirittura riconosciuta come una "famiglia" nel certificato pubblico per antonomasia, quello dell'anagrafe comunale! La lobby omosessuale all'inizio sperava, al massimo, in un registro che definisse il rapporto omosessuale come "coppia di fatto". Ora incassa il titolo di "famiglia".






